La saggezza convenzionale nel mondo IT recita da decenni lo stesso mantra: “Non reinventare la ruota, compra una soluzione già pronta.” Questo consiglio, nato in un’epoca di software on-premise costoso e team di sviluppo limitati, viene ancora ripetuto acriticamente nelle sale riunioni di tutto il mondo.
Ma nel 2026, questa presunta verità universale merita un riesame approfondito.
Il panorama tecnologico è cambiato radicalmente. I costi dei servizi SaaS sono aumentati in media del 12% annuo negli ultimi cinque anni. Le integrazioni tra piattaforme diverse generano debito tecnico nascosto.
E le soluzioni “standard” richiedono sempre più workaround che erodono silenziosamente la produttività. È tempo di sfidare l’ortodossia del “buy first” e analizzare quando costruire internamente rappresenta non solo la scelta migliore, ma quella economicamente più sensata.
L’Illusione del Costo Iniziale Basso
Quando un CTO valuta una soluzione SaaS, il calcolo iniziale sembra sempre favorevole. Un abbonamento mensile di 500€ per utente appare infinitamente più gestibile rispetto a un progetto di sviluppo custom da 200.000€. Ma questo confronto è profondamente fuorviante per almeno tre ragioni fondamentali.
I Costi Nascosti delle Soluzioni Standard
Il prezzo dell’abbonamento rappresenta solo la punta dell’iceberg. Sotto la superficie si nascondono costi che raramente vengono quantificati nelle analisi preliminari.
I costi di integrazione costituiscono spesso la prima sorpresa. Connettere un nuovo SaaS ai sistemi esistenti richiede middleware, API custom, e spesso l’intervento di consulenti specializzati. Un’integrazione apparentemente semplice può facilmente costare 30.000-50.000€ e richiedere mesi di lavoro.
La formazione del personale rappresenta un altro investimento sottovalutato. Ogni nuova piattaforma richiede ore di training, curve di apprendimento che riducono la produttività, e inevitabilmente alcuni dipendenti che non si adatteranno mai completamente al nuovo strumento.
Ma il costo più insidioso è quello dei workaround. Quando il software standard non si adatta perfettamente ai processi aziendali, nascono procedure parallele, fogli Excel di supporto, e flussi di lavoro ibridi che consumano ore preziose ogni settimana.
La Trappola dell’Escalation dei Prezzi
I fornitori SaaS hanno perfezionato l’arte dell’aumento graduale dei prezzi. Una volta che un’organizzazione ha investito in formazione, integrazione e ha costruito i propri flussi di lavoro attorno a una piattaforma, i costi di switching diventano proibitivi.
Negli ultimi tre anni, abbiamo assistito ad aumenti di prezzo del 20-40% da parte di vendor leader in categorie come CRM, project management e business intelligence. Le aziende clienti, intrappolate dal vendor lock-in, hanno poca scelta se non accettare.
Su un orizzonte di cinque anni, una soluzione SaaS che parte da 50.000€ annui può facilmente raggiungere i 90.000€, senza che vengano aggiunte funzionalità significative per l’organizzazione.
Il Nuovo Calcolo Economico del Custom
Il 2026 ha portato cambiamenti significativi nell’economia dello sviluppo software che rendono le soluzioni custom più accessibili che mai.
Produttività degli Sviluppatori Moltiplicata
Gli strumenti di sviluppo assistito dall’intelligenza artificiale hanno trasformato radicalmente la produttività dei team di engineering. Quello che cinque anni fa richiedeva sei mesi di sviluppo oggi può essere completato in sei settimane da un team ben equipaggiato.
I framework moderni, le librerie open source mature e le infrastrutture cloud pay-per-use hanno abbattuto le barriere all’ingresso. Un’applicazione custom che nel 2020 avrebbe richiesto un investimento di 500.000€ oggi può essere realizzata con 150.000-200.000€.
Total Cost of Ownership su 5 Anni
Il vero confronto economico deve avvenire sul Total Cost of Ownership (TCO) su un orizzonte di almeno cinque anni. Consideriamo un esempio concreto.
Un’azienda manifatturiera di medie dimensioni valuta un sistema di gestione ordini. La soluzione SaaS leader di mercato costa 800€/mese per utente base, più moduli aggiuntivi. Con 25 utenti e moduli necessari, il costo annuo raggiunge i 300.000€. Su cinque anni, considerando aumenti del 15% ogni due anni, il TCO supera 1.7 milioni di euro.
Una soluzione custom richiederebbe un investimento iniziale di 350.000€, più 50.000€ annui di manutenzione evolutiva. Su cinque anni, il TCO si attesta a 600.000€. Il risparmio netto supera il milione di euro.
Segnali che Indicano Quando Costruire
Non ogni situazione favorisce lo sviluppo custom. Ma esistono indicatori chiari che suggeriscono quando questa strada merita seria considerazione.
Processi Unici come Vantaggio Competitivo
Quando i processi aziendali rappresentano un differenziatore competitivo, adattarli a un software standard significa diluire il proprio vantaggio. Un’azienda che ha sviluppato un processo di gestione della supply chain unico ed efficiente non dovrebbe essere costretta ad abbandonarlo per conformarsi a un software pensato per il caso medio.
Integrazioni Complesse con Sistemi Legacy
Ogni organizzazione accumula nel tempo un ecosistema di sistemi interconnessi. Quando una nuova soluzione deve integrarsi profondamente con questo ecosistema, il costo delle integrazioni può superare quello dello sviluppo ex novo.
Un sistema custom può essere progettato fin dall’inizio per comunicare nativamente con l’infrastruttura esistente, eliminando layer di middleware e riducendo i punti di rottura.
Volume di Utilizzo Elevato
Le soluzioni SaaS prezzate per utente o per transazione diventano proibitivamente costose quando i volumi crescono. Un’azienda che elabora milioni di transazioni mensili potrebbe pagare cifre astronomiche per un SaaS, mentre una soluzione custom avrebbe costi marginali trascurabili.
Requisiti di Sicurezza e Compliance Stringenti
Settori regolamentati come finanza, sanità e difesa spesso richiedono controlli sulla gestione dei dati che le soluzioni SaaS multi-tenant non possono garantire. In questi casi, il custom non è solo economicamente vantaggioso, ma talvolta l’unica opzione praticabile.
Framework Decisionale per Leader IT
Per navigare la decisione build vs. buy in modo strutturato, proponiamo un framework in quattro fasi che ogni CTO e operations leader dovrebbe seguire.
Fase 1: Mappatura dei Requisiti Reali
Prima di valutare qualsiasi soluzione, è essenziale distinguere tra requisiti must-have e nice-to-have. Troppe organizzazioni acquistano software sovradimensionato perché sedotte da funzionalità che non utilizzeranno mai.
Create una matrice che classifichi ogni requisito per criticità e frequenza d’uso. I requisiti ad alta criticità e alta frequenza devono essere soddisfatti perfettamente. Per quelli a bassa frequenza, soluzioni parziali o workaround sono accettabili.
Fase 2: Calcolo del TCO Realistico
Per ogni opzione, costruite un modello di costo che includa tutti gli elementi nascosti identificati in precedenza. Utilizzate scenari pessimistici per i costi SaaS (assumendo aumenti di prezzo) e scenari realistici per i costi di sviluppo (includendo buffer per imprevisti).
Non dimenticate di quantificare i costi della produttività persa per workaround e il costo opportunità di non avere esattamente le funzionalità necessarie.
Fase 3: Valutazione del Rischio
Ogni opzione porta rischi diversi. Il SaaS comporta rischi di vendor lock-in, aumenti di prezzo, discontinuità del servizio. Lo sviluppo custom porta rischi di sforamento budget, turnover del team, debito tecnico.
Create una matrice dei rischi e identificate strategie di mitigazione per ciascuno. Spesso, i rischi del custom sono più controllabili internamente, mentre quelli del SaaS dipendono da fattori esterni.
Fase 4: Prototipazione Rapida
Prima di prendere una decisione definitiva, investite in una fase di esplorazione. Per le opzioni SaaS, richiedete trial estesi e testate scenari reali, non demo preparate. Per l’opzione custom, commissionate un prototipo funzionale che validi le assunzioni tecniche.
Questo investimento iniziale può prevenire errori molto più costosi a valle.
Modelli Ibridi: Il Meglio di Entrambi i Mondi
La scelta non deve essere binaria. Molte organizzazioni stanno adottando approcci ibridi che combinano i vantaggi di entrambe le strategie.
Core Custom, Periferia SaaS
Un modello efficace prevede lo sviluppo interno dei sistemi core che supportano i processi differenzianti, mentre si adottano soluzioni SaaS per funzionalità commodity come email marketing, HR management, o contabilità generale.
Questo approccio concentra gli investimenti di sviluppo dove generano il massimo valore competitivo, minimizzando al contempo il carico di manutenzione.
Piattaforme Low-Code come Acceleratore
Le piattaforme low-code rappresentano un punto intermedio interessante. Permettono sviluppo rapido di applicazioni custom senza richiedere team di engineering tradizionali, mantenendo comunque flessibilità e controllo superiori rispetto al SaaS puro.
Per casi d’uso di media complessità, questa può essere la soluzione ottimale che bilancia costi, tempi e personalizzazione.
Costruire le Competenze per il Custom
Scegliere la strada del custom richiede investimenti nelle competenze interne che vanno oltre il puro sviluppo software.
Product Thinking Interno
Le organizzazioni che sviluppano software interno con successo trattano questi sistemi come prodotti, non come progetti. Questo significa assegnare product owner dedicati, raccogliere feedback continuo dagli utenti interni, e pianificare roadmap evolutive.
Architettura Modulare
Un errore comune nello sviluppo custom è costruire monoliti difficili da mantenere ed evolvere. Le architetture moderne basate su microservizi e API permettono di sviluppare incrementalmente, riducendo il rischio iniziale e facilitando l’adattamento futuro.
Partnership Strategiche
Non tutto deve essere sviluppato internamente. Collaborare con partner tecnologici specializzati in sviluppo software custom, applicazioni web e mobile, o sistemi gestionali come CRM, CMS ed ERP può accelerare significativamente i tempi di realizzazione mantenendo il controllo strategico. L’importante è mantenere internamente le competenze architetturali e la proprietà del codice.
Il Futuro Favorisce i Costruttori
Guardando alle tendenze tecnologiche, il futuro appare sempre più favorevole a chi sceglie di costruire.
L’intelligenza artificiale generativa sta democratizzando lo sviluppo software, rendendo accessibili competenze che erano appannaggio di pochi specialisti. Team esperti nell’integrazione di soluzioni AI possono oggi realizzare in settimane quello che prima richiedeva mesi. Gli strumenti no-code e low-code maturano rapidamente, abbassando ulteriormente le barriere.
Contemporaneamente, la frammentazione del mercato SaaS crea ecosistemi sempre più complessi da integrare. Le aziende che dipendono interamente da soluzioni esterne si trovano a gestire dozzine di vendor, con tutti i costi e i rischi che questo comporta.
Conclusione: Ripensare l’Ortodossia
Il dibattito build vs. buy merita un ripensamento radicale. La presunzione che il software standard sia sempre più economico non regge più all’analisi rigorosa dei costi totali su orizzonti realistici.
Questo non significa che ogni organizzazione debba precipitarsi a costruire internamente. Significa che la decisione deve essere presa caso per caso, con un’analisi economica completa che consideri TCO, rischi, e valore strategico.
Per i CTO e i leader operativi, il messaggio è chiaro: non accettate acriticamente la saggezza convenzionale. Fate i conti. Spesso scoprirete che costruire non solo è possibile, ma è la scelta economicamente superiore.
Il primo passo? Scegliete un processo aziendale critico attualmente supportato da una soluzione SaaS costosa. Calcolate il TCO reale su cinque anni, includendo tutti i costi nascosti. Poi commissionate una stima per una soluzione custom equivalente. I numeri potrebbero sorprendervi.
La tecnologia del 2026 ha reso il custom accessibile come mai prima. La domanda non è più se potete permettervi di costruire, ma se potete permettervi di non farlo.

